PDF -Architetture Dis_Perse - Facoltà di Architettura - Sapienza Università - Cacciari, Massimo_La città_2004
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Cacciari, Massimo_La città_2004

Architetture Dis_Perse - Facoltà di Architettura - Sapienza Università

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Massimo_La città_2004

Description

AL DI LA DEL DETTO

Collana diretta da CARMINE Dr SANTE

Leggere e interpretare i grandi testi e temi dell'umanita

per portare allo scoperto il non detto che celano,

Tutti i diritti sono riservati a norma delle leggi vigenti in materia

Proibite Ie riproduzioni con qualsiasi mezzo eseguite,

senza I'autorizzazione seritta dell'Editore

LA CITTA

Prima Edizione © 2004 Seeonda Edizione © 2006 Terza Edizione © 2008 Quarta Edizione © 2009 Nuova versione rivista dall'autore

PAZZINI STAMPATORE EDITORE SRL

Via Statale Mareeehia 67,

ISBN: 978-88-89198-22-3

PAZZINI STAMPATORE

EDITORE

L'origine di questa libretto e un seminario svoltosi presil Centro Sant'Apollinare di Fiesole

La registrazione delle relazioni di Massimo Cacciari e stata trascritta e sistemata,

con un lungo e accurato lavoro,

e poi ancora rivista dal responsabile del Centro

si consideri che nella presente riedizione l'autore ha apportato un' ulteriore correzione al testo,

integrandolo di nuovi brani che completano il senso dell' opera

Malgrado il testa conservi volutamente un certo stile 'parlato',

si presenta non scevro di difficolta,

dovute alla complessita del tema,

che a volte sembra rasentare la contraddizione

Si tenga percio presente quanta il relatore diceva all'inizio della sua esposizione: "Fin dalle sue origini,

la citta e 'investita' da una duplice corrente di 'desideri': desideriamo la citta come 'grembo',

la vogliamo 'ethos' nel senso originario di dimora e soggiorno,

e insieme mezzo complesso di funzioni

Ie chiediamo sicurezza e 'pace' e insieme pretendiamo da essa estrema efficienza,

La citta e sottoposta a contraddittorie domande

Voler superare tale contraddittorieta e cattiva utopia

Occorre invece darle forma

La citta nella sua storia e il perenne esperimento per dar forma alla contraddizione,

POLIS E CNITAS: LA RADICE ElNICA E LA CONCEZIONE MOBILE DELLA CIlTA

bene cominciare da alcune precisazioni storico-terminologiche,

perche padare in generale di citta non ha molto senso

Non esiste la Citta,

esistono diverse e distinte forme di vita urbana

Non a caso "citta" si dice in diversi modi

Per esempio,

in latino non c'e un corrispondente del greco p6lis

La differenza tra Ie due lingue riguarda l'origine della citta ed e una differenza essenziale

Quando un greco pada di p6lis intende indicare anzitutto la sede,

il luogo in cui un determinato genos,

Nella lingua greca il termine p6lis risuona immediatamente di un'idea forte di radicamento

La p6lis e quel luogo dove una gente determinata,

In greco ethos e un termine che mostra la stessa radice del latino sedes,

e non ha nessun significato semplicemente morale,

I mores latini sono tradizioni,

ben prima e ben piu originariamente di ogni costume

illuogo dove la mia gente ha la sua tradizionale dimora

E la p6lis e proprio illuogo dell' ethos,

illuogo che da sede ad una gente

Questa determinatezza ontologiea e genealogica del termine p6lis non e presente nellatino civitas

La differenza e radicale,

si manifesta la pravenienza della citta dal civis

I cives formano un insieme di persone che si sana raccolte per dar vita alla citta

Benveniste,

il grande linguista indoeuropeo,

ha messo cia bene in evidenza ancora malta tempo fa

Non esiste dunque madame la ville,

come non esiste monsieur Ie capital a madame la terre

Civitas e un termine che deriva da civis,

quindi in qualche modo appare come il pradotto dei cives nel lara convenire insieme in uno stesso luogo e darsi medesime leggi

Invece in greco il rapporto e assolutamente rovesciato,

perche il termine fondamentale e p6lis e quello derivato e polites,

Notare la perfetta corrispondenza fra la desinenza di polites e di civitas

ma nel secondo designa la citta,

I ramani vedono fin dall'inizio che la civitas e cia che viene pradotto dal mettersi insieme di diverse persone satta medesime leggi al di la di ogni determinatezza etni-

Questa e un tratto assolutamente caratteristico e straordinario della Costituzione ramana rispetto a tutta la storia delle citta greche ed ellenistiche precedenti

Ed e fondamentale per intendere poi tutta la forza politica della storia ramana,

Nella civilta greca la citta e fondamentalmente l'unita di persone dello stesso genere,

e quindi si puo capire come p6lis,

idea che rimanda a un tutto organico,

ARoma invece fin dalle origini

il canvenire di persone diversissime per religione,

che concordano soltanto in forza della legge

E il grande mito della Concordia ramana che domina Livia ed e a fondamento dell'intera storiografia romana

Se leggiamo,

il primo libro della storia di Roma Ab urbe condita,

questa concezione appare chiarissima,

e dopa diventera un tema fondamentale di tutta la politologia e filosofia politica europea

II primo dio a cui viene eretto un tempio aRoma e il dio Asylum

Roma si fonda attraverso l'opera concorde di persone che erano addirittura state bandite dalle lara citta,

e che confluiscono in un medesimo luogo,

Questo aspetto domina tutta la storia romana: l'idea di cittadinanza non ha a1cuna radice di carattere etnico-religioso

Certo c'erano gli schiavi,

ma tra i liberi si e cittadini al di la di ogni distinzione di stirpe 0 di credenze

Questo e un unicum rispetto alIa storia delle citta greche ed ellenistiche prima di Roma

attraverso l'influenza romana ,questa concezione delIa cittadinanza si diffonde anche nelle altre citta e in tutto il bacino del Mediterraneo,

II percorso si conclude con la famosa Costituzione antoniniana di Caracalla nei primi decenni del III secolo d

in cui tutti i liberi che abitano nei confini dell'impero diventano cives romani,

a prescindere completamente da ogni determinatezza etnicoreligiosa

Precedentemente all'influenza romana e al suo dominio non troviamo niente di tutto questa: in nessuna delle poleis greche,

dove prevale invece il pr~cipio 'appartengo a quella p6lis perche n ha sede 11 mio genos'

Ovviamente,

non viene esclusa la p~ssibilita di stabilire foedera,

f 1 esse CI0 e ondamentale per capire

la storia delIa Grecia) rimane sostanzialmente a se per via del radicamento di stirpe e di genere

La conseguenza e l'isolamento di ciascuna p6lis dall'altra

Ci sono Ie Olimpiadi,

Ie grandi feste,

e pero Ie citta greche rimangono isole,

e solo per brevissimi periodi possono federarsi sotto la pressione di eventi estremi particolarmente drammatici (per esempio,

a causa delle guerre persiane),

Vi e quindi un'impossibilita da parte delle citta greche di dar vita ad unita federate pili ampie,

proprio perche ognuna non e una civitas,

non puo assorbire e integrare in se il diverso

Chi nella p6lis e libero ma non appartiene al genos ha la condizione del meteco,

molto simile a quella che avevano gli ebrei e i cristiani nelle citta musulmane

A1cuni storici ritengono,

che il diritto di ospitalita nelle citta musulmane,

per cui esse diventano per secoli citta veramente multiculturali e multireligiose nel bacino del Mediterraneo,

derivasse proprio dall'istituzione dell'ospitalita presente nelle citta ellenistiche per 10 straniero libero,

completamente tollerato e riconosciuto in possesso dei propri diritti persona Ii,

Ie proprie tradizioni e libero di praticare il proprio culto,

ma senza I'esercizio dei diritti politici

Ci troviamo dunque di fronte a questa grande distinzione che ci porta a domandarci cosa intendere per citta: darle un valore fortemente etnico oppure intenderla nel senso di civitas

? Quando pensiamo alIa democrazia ateniese,

non dobbiamo dimenticare che essa funzionava sulla base di un'idea etnica e religiosa,

mentre nella prospettiva romana si tratta di un prod otto artificiale: cioe si diventa cittadini a pieno titolo,

semplicemente perche si concorda di sottostare a quelle leggi e di obbedire a quel regime: concordia ha questo significato

Naturalmente la sede Roma,

fa parte dei doveri imprescindibili del civis venerarla

E il centro dell'impero,

dove ci sono Ie grandi istituzioni politiche (il Senato,

la Repubblica e poi l'imperatore),

ma non vi abita una determinata stirpe 0 razza,

che in quanto tale abbia il dominio

il suo prima to non deriva in alcun modo da ragioni come quelle che facevano ritenere ad un ateniese che Atene fosse davvero il cuore,

Altra idea interessante,

e che la citta e "mobile" nella sua stessa essenza

Uno degli epiteti pili significativi delIa tarda romanita e appunto quella di Roma mobilis,

proprio perche questa estrema dinamicita nel mito stesso delle origini Ie permette di immaginarsi e costruire il proprio mito attraverso la sintesi degli elementi pili disparati

Tutto 10 sforzo di Virgilio,

e fondata sull'idea delle origini,

e Ie origini di una citta sono sempre la sua potissima pars (come e detto nel Codice di Giustiniano),

perche I'origine e cia che fonda la citta

Ma Ie origini di Roma,

come l'ideologia augustea Ie rappresenta,

stanno appunto nella confluenza di popoli diversi

gli stessi latini non sono i nemici che vengono conquistati e sottomessi

La promessa di Zeus a Giunone e che i troiani saranno S1 i vincitori,

ma poi verranno a loro volta assorbiti dalla lingua e dal nome dei latini

E Enea che si reca presso gli etruschi a pregarli per la loro alleanza: e tutta una confluenza di elementi diversi,

di tradizioni e lingue diverse,

ed e per l'appunto questa la civitas

Sotto una stessa idea,

anzi sotto una stessa strategia (pili che un'idea fondativa),

perche cia che mette insieme questi cittadini COS1 diversi non e la loro originemail fine comune

La citta proiettata

LA RADICE ETNICA E LA CONCEZIONE

nel suo futuro mette insieme i cittadini,

Ci si trova insieme per perseguire un fine: percio Roma mobilis

Tutto cia e detto chiaramente nel grande poema virgiliano

Ma qual e il fine da raggiungere

? La risposta e: imperium sine fine

Dai luoghi piu diversi,

si converge concordi per permettere aRoma di espandere i suoi confini: che l'impero romano non abbia contini ne spaziali ne temporali

Impero non significa impero di polizia,

dominio esercitato con Ie armi: in Virgilio impero senza fine vuol dire che Roma deve dare Ie leggi a tutto il mondo,

che l'Urbs deve diventare cia che da Ie leggi,

cia che imp one la concordia sotto la legge a tutto il mondo

Implicita in quest'idea e che cia che regge la civitas non e un fondamento originario quanto un obiettivo: si sta insieme perche attraverso la concordia prodotta con Ie nostre leggi possiamo mirare ad un grande fine,

Roma mobilis

Non e esattamente questo che la Chiesa imita

? Essa e la grande ed eterna costruzione del diritto r~mano

percio i Padri vedevano come provvidenzlale ~oma

La struttura giuridica delIa Chiesa e essenzlalmente romana e non puo che essere tale

MOBILE DELLA CITrA

E grandiosa l'idea che cia che ci mette assieme,

Ed esso non e altro che la 'globalizzazione': fare dell'orbis una urbs,

affinche il cerchio magico che nelle poleis rinserrava e imprigionava dentro i confini delIa citta coincida con il cerchio del mondo,

in tutta la sua dimensione spaziale e temporale

Questa e la grande idea romana ormai entrata nel DNA dell'Occidente,

essendo appunto diventata l'idea fondamenta Ie delIa stessa teologia politica,implicita nello spirito di missione,di evangelizzazione

Naturalmente questa mobilita puo avere successo soltanto se associata all'idea di civitas augescens,di citta che sempre cresce: altro termine chiave ed emblematico su cui a volte mi sono soffermato con gli amici romanisti,

e che domina nei nostri linguaggi e nel nostro patrimonio culturale

Esso e inconcepibile rispetto alIa p6lis: leggendo Platone ed Aristotele,

ci si rende conto come per loro fosse drammatico il problema di una crescita eccessiva delIa polis

mantenersi radicata nel suo genos

? Nella Repubblica e nelle Leggi di Platone,

nella Politica di Aristotele il problema e quello di mantenere i caratteri spazialmente controllabili delIa p6lis,

tutta la sua costruzione sarebbe crollata

Invece il carattere fondamentale,

programmatico delIa civitas e quello di crescere

non c'e civitas che non sia augescens,

che non de-liri (la lira e il soleo,

il segno che delimitava la citta

chi oltrepassa i sicuri confini delIa citta)

La civitas,

non e concepibile per un romano una civitas che non de-liri

! II criterio fondamentale del genos e ineliminabiIe nella formazione delIa p6lis,

anche in Platone e in Aristotele

Che la p6lis sia formata da anima Ii politici dotati di logos va da se,

I greci,

sono quasi esc1usivamente monoglotti

L'impero romano e,

programmaticamente bilingue (questo e un tratto interessantissimo,

se 10 confrontiamo con il carattere culturale dell'impero americano,almeno nella sua leadership)

In tutta la letteratura greca,

non sono citati gli autori latini,

Ovidio,

Lucrezio: praticamente e sostanzialmente sono quasi tutti ignoratio La cultura greca continuava a ritenere che il proprio 16gos ,

in quanto appartenente nei suoi vari dialetti a quel genos e caratterizzante quel genos,

fosse universale proprio in quanta COSl

COSltutt'uno con la propria "sedes",

col proprio ethos (nel senso detto sopra)

Cioe il 16gos aveva per i greci un significato anche etnico,

non era affatto un semplice strumento per caleolare e comunicare

Non avevano aleuna concezione strumentale del linguaggio

II linguaggio era cia che Ii caratterizzava in quanto elleni nei confronti dei barbari

Non si possono scindere i due aspetti: da una parte l'ethos,

Uno degli elementi fondamentali dell' ethos greco e il suo linguaggio,

che ha quelle caratteristiche di misura,

che e l'unico linguaggio che i greci,

avvertono come capace di parresia (il parlare franco,

L'unico 16gos capace di produrre dialogos,

Negli altri linguaggi si sentiva piuttosto il timbro del comando,

come nella grande terra asiatica,

spazio geografico dell'indistinto,

non organizzata per p6leis autonome,

gelose delIa propria autonomia,

di cui sentivano la specificita

Certo che c'era l'Olimpo comune,

ma non capiremmo nulla delIa mitologia greca se non sapessimo quanto era localizzata,

"terri torializza ta"la sua forma (quante era-

no Ie tombe di Erac1ein giro per la Grecia,

quante quelle degli altri eroi

Questa era la Grecia: una famiglia fatta di distinzioni gelose,

E questa era la sua debolezza,

per cui questo miracolo dura fino alla guerra del Peloponneso

II nomos,

che ha radice terranea (nomos e il pascolo) e proprio,

come hanno spiegato Schmitt e tanti altri,

La legge e originariamente quel processo per cui ci si divide la terra,

Si articola la terra indistinta e 10 si fa sulla base di un logos

E chiaro che il nomos terraneo deve rispecchiare una giustizia pili alta: questa e il discorso dei filosofi (Erac1ito,Empedoc1e,

che pero 10 dec1inano sempre in polemica con la loro polis,

Essi non sanno ascoltare il Logos e percio rimangono in-fanti

La morte di Socrate fu il grande peccato delIa polis,

che per difendere la propria Costituzione condanna i1giusto

II nomos dell a polis,

di colui che dice "ascolta il logos",

"combina il nomos della polis a Dike celeste",

Questo e cia che afferma la filosofia fino a Platone,

mentre Aristotele volta pagina,

facendo una fenomenologia delle Costituzioni politiche

Plat one non e ascoltato,

Repubblica,

come suprema indicazione di cia che la polis dovrebbe essere per funzionare secondo misura e giustizia,

rimane del tutto irreale rispetto al funzionamento della polis in carne e ossa

Inoltre il radicamento terraneo era un riferimento simbolico fortissimo,

perche il genos e i1 logos significavano quei miti,

Dov' e che i greci imparavano a leggere e scrivere se non su Gmero e su Esiodo

? La testimonianza di tutta la filosofia greca e che il rapporto con la Dike cosmica,

urania e sempre incerto e problematico

Sulla radice di polis se ne dicono di tutti i colori

Il nostro Vico diceva che il termine era formato sulla stessa radice di polemos,

cosa che ha ripetuto Schmitt e tanti altri dopo di lui

Certo la radice di polis,

indica la pluralita e la molteplicita

Ma e del tutto incerto che sia una radice indo-europea 0 mediterranea 0 semitica,

E no to che moltissimi termini greci,

E probabilmente anche questo,

perche in accadico ci sono vari nomi con questo etimo che indicano la rocca,

LA CITTAEUROPEA: TRA DIMORA E SPAZIO DI NEGOTIUM

a prospettiva europea si sviluppa sostanzialmente non dalla posizione greca ma da quella romana

pensiamo la citta come un luogo nel qua Ie persone diverse convengono nell'accettare e obbedire a una legge

Non solo il diritto europeo,

anche quella grande istituzione occidentale che e la Chiesa,

e tutta dominata da quest'idea

Sia la citta dell'uomo che la citta di Dio non sono in a1cun modo interpretate sulla base di parametri di tipo etnico

La Chiesa,

nel suo pellegrinaggio accoglie in se,

senza fare a1cun conto delle differenze etniche,

E tuttavia,

questa posizione pone un grosso problema dal punto di vista delle modalita dell'abitare

E come portassimo in noi la nostalgia delIa polis,

il che entra in conflitto con la tensione verso l'universalita

Noi pensiamo che la citta per avere dimensioni umane debba in

qualche modo ricordare la p6lis

Quanta retorica sulla p6lis,

sulla politica che viene da p6lis (tutti i politici ripetono questo ritornello)

Vogliamo ritornare ad uno spazio ben definito,

a un territorio ben delimitato che permetta scambi sociali,

relazioni sociali ricche e partecipate

? Nella p6lis questo avveniva sulla base di quel criterio non indifferente,

secondo cui a decidere nelle assemblee erano in pochi

quando erano in tanti si limitavano a qualche migliaio nell' agora a scambiarsi cariche,

a prendere libere decisioni insieme (non pili di 20 mila erano in Atene i liberi che vi abitavano)

E questa l'idea di citta che vogliamo coltivare,

gente diversa che viene da tutte Ie parti,

? Quale riferimento scegliamo: l'origine 0 il fine,

il Iegame di stirpe 0 la legge

? Questo e il dilemma: la comunita si forma attraverso semplici patti tra diversi interessi,

attraverso armistizi,tregue,comp romessi precari

? Questa e una prima questione da porre in discussione

C'e una seconda tensione che caratterizza il nostro rapporto con la citta

e questa e pili specifica della citta moderna

Quando si parla di citta,

appartenenti alle civilta urbane (le prime testimonianze archeologiche di vita urbana nell' ambiente mediterraneo risalgono a 3500-4000anni a

siamo da soli 6000 anni dunque in una civilta urbana che ha i suoi cieli,

Ie sue fioriture,

Ie sue crisi) abbiamo sempre avuto un atteggiamento duplice e contraddittorio nei confronti di questa forma di vita associata: da una parte ci rivolgiamo alla citta come a un luogo nel quale ritrovarci,

un luogo dove sostare bene ed essere in pace,

una casa (la casa come idea regolativa con cui fin dalle origini ci siamo avvicinati a questa rivoluzionaria forma di vita associata)

sempre pili la consideriamo una macchina,

uno strumento che ci permetta col minimo d'impedimento di fare i nostri negotia,

Da un lato la citta come un luogo di otium,

e da un altro illuogo dove poter sviluppare nel modo pili efficace i nee-otia

Alla citta continuiamo cioe a chiedere due cose opposte

Ma questo e caratteristico della storia della citta: quando essa delude troppo e diventa solo negozio,

allora cominciano Ie fughe dalla cit-

!ben testimoniate dalla nostra letteratura: Ie areadie,

Ie nostalgie per una pili 0 meno mitica eta non-urbana

d' altra parte quando invece la citta assume davvero i connotati dell' agora,

del luogo d'incontro ricco simbolicamente e dal punto di vista comunicativo,

allora immediatamente ci affrettiamo a distruggere questo tipo di luogo,

perche contrasta con la funzionalita delIa citta come mezzo,

Che cosa e avvenuto nella storia urbanistica degli ultimi secoli

? Dal ,400 al '900 c'e stata la distruzione,

in nome delIa citta strumento,

di tutto cia che nella citta precedente impediva questo movimento,

ostacolava Ie dinamiche dei negotia

In tutte Ie citta europee,

in modo sistematico e programmatico,

in maniera pili 0 meno violenta,

In Italia e accaduto meno che altrove,

e non perche amassimo di pili il nostro passato,

ma semplicemente perche abbiamo avuto uno sviluppo ritardato,

e quindi la violenza dell'impatto dell'industria-mercato sulla citta antica e stato pili lento rispetto ad altri paesi

Prima di discutere di scelte urbanistiche dobbiamo percio porci la domanda: che cosa chiediamo alIa citta

? Chiediamo di essere uno spazio nel quale ogni forma di ostacolo al movimento,

sia ridotto ai minimi termini,

luoghi pregnanti dal punto di vista simbolico,

dove vi sia attenzione all'otium

? Si chiedono purtroppo entrambe Ie cose con la stessa identica intensita,

ma entrambe non sono proponibili in alcun modo insieme,

e quindi la nostra posizione nei confronti delIa citta appare ogni giorno di pili letteralmente schizofrenica

Questo non vuol dire che essa sia "disperata",

anzi e molto affascinante perche chissa cosa saltera fuori

E una contraddizione talmente acuta che potrebbe essere la premessa di qualche nuova creazione

!e stato anche nel dissolversi delIa forma urbana del mondo antico: la dissoluzione radicale di quelle forme ha dato vita al nuovo spazio urbano continentale europeo,

attraverso istituzioni che nessuno si sarebbe mai sognato 0 inventato ( nuove idee di diritto,nuovi rapporti di dominio,nuove forme di comunita,come quella monastic a,

fondamentale nel promuovere nuovi modelli di sviluppo urbano)

Puo darsi che questa nostra domanda cos

! "violentemente" contraddittoria sia foriera di soluzioni creative,

non in continuita con la storia che ci

Invito sempre gli urbanisti e gli architetti a ragionare in questi termini,

non in termini 0 di conservazione,

tentando disperatamente di ritagliare dei frammenti di agora,

oppure di avallo acritico dell'universale mobilitazione: modo di pensare gli opposti come fossero due facce delIa stessa medaglia,

perche il futurismo e il conservatorismo totale si sono sempre perfettamente accompagnati in tutto,

Invece e necessario partire dalla contraddittorieta di questa domanda e cercare di valorizzarla in quanta tale,

E meglio fare dei progetti di architettura e di urbanistica in cui mettere in evidenza di fronte al pubblico il carattere contraddittorio proprio delIa domanda che esso esprime,

senza coprire e mistificare questa situazione,

senza credere di superarla con qualche fuga in avanti 0 ritornando al passato di Atene

Non ci sara pili agora

aoggi possiamo ancora parlare di citta

? Forse in Halia e ancora possibile in qualche caso,

Firenze per esempio

Napoli,

Palermo,

La metropoli tardo antica,

Roma mobilis,

l'Urbs che delira dal suo solco,

ha molti caratteri in comune con quanto verra a dire

La storia europea delle citta fino all'epoca barocca mostrera una citta che,invece,

in qualche modo somiglia a quella del palazzo di Siena,

descritto nell' affresco di Lorenzetti del Buon governo: e una citta dove l'elemento di comunione,di dialogo e presente,

al di la dell'''aura'' chiaramente mitica in cui viene espresso (anche in quella citta c'erano conflitti

la stessa vicinanza e un fattore essenziale di inimicizia)

Quella citta viene distrutta dall'impeto congiunto di industria e mercato ed appare cos

dominata dalle due 'figure' chiave,

i due "corpi" che la regolano: l'industria e il mercato

Come nella citta medievale la cattedrale e il palazzo del governo 0 il palazzo del popolo,

la citta moderna Ie presenze chiave sono i luoghi della produzione e quelli dello scambio

Tutto si articola intorno ad essi come fattori capaci di conferire pregnanza simbolica all'insieme

Ma nello stesso tempo la citta si organizza e si regola intorno a questi momenti

intorno ad essi si costituisce un'urbanistica,

si elaborano interventi di programmazione intorno a questi fattori dominanti che permettono,in quanto "valori noti",

la soluzione delIa "equazione"

che l'industria ha determinate esigenze localizzative,

comporta determinate funzioni,

che vanno sistemate in un certo modo,

attraverso un' edilizia di un certo tipo

In fisica si direbbero 'carpi galileiani' di riferimento,

e la metafora non e estemporanea,

poiche proprio Einstein c'invita a ragionare,

sulla base di una metafara riguardante la storia delIa citta,

del passaggio da una relativita ristretta ad una generale:e la prima e quella in cui i corpi di riferimento permettono ancora delle metriche che riguardano l'intero sistema

L'evoluzione verso la metropoli e stata possibile perche il punto di partenza delIa citta europea e stato non la p6lis greca ma la civitas romana

stra idea di citta e totalmente romana,

e quanto cia sia fondamentale 10 dimostra la storia delle trasformazioni urbane,

delle rivoluzioni politiche che hanno la citta al centro,

a differenza che in altre civilta,

dove la forma urbis si e modificata proprio per l'influenza,o meglio l'assalto,

Le civilta urbane dell' antichita a noi note sono ricchissime,

ma stabili nelle loro forme: tutte dimostrano il radicamento terraneo,

sia Ie grandi citta mesopotamiche che quelIe orientali (Kyoto,

Shangai,

Pechino erano megalopoli quando Londra e Parigi erano ,per gli standard attuali,

pero Ie loro forme sono rimaste per secoli e secoli relativamente stabili)

Le incredibili rivoluzioni delIa forma urbis derivano da quest' approccio alIa citta che si ha con I'apparire delIa civitas romana

Le forme urbane europee occidentali derivano dai caratteri delIa civitas

La citta contemporanea e la grande citta,

la metropoli (questo e infatti il tratto caratteristico delIa citta moderna planetaria)

Ogni forma urbis tradizionale e stata dissolta

Una volta erano assolutamente diverse Ie forme delIa citta (vedere la divers ita di Roma,

Firenze,

Venezia)

Ora c'e un'unica forma urbis,

Questo processo (che,

giunge al suo compimento nella ciWHerritorio,

la citta postmetropolitana) ha la sua origine nell'affermazione delIa centralita del nesso tra luogo di produzione e mercato

Ogni senso delIa relazione umana si riduce alIa produzione-scambio-mercato

Qui ogni relazione si concentra

allora ogni luogo delIa citta e visto,

in funzione di queste variabili fisse,

del loro Valoreo I luoghi simbolici diventano questi soltanto,e scompaiono quelli che erano i luoghi simbolici tradizionali,

soffocati dall' affermazione dei luoghi dello scambio,

espressione delIa mobilita delIa citta,

delIa vita nervosa delIa citta

Le nuove costruzioni sono massicce,

grandi contenitori (immaginate l'architettura delle tipiche grandi citta industriali,il fascino che ovunque esercita l'architettura-fabbrica),

la cui essenza consiste pero nell' essere mobili,

nel dinamicizzare tutta la vita

Sono corpi che producono un' energia mobilitante,

Queste presenze dissolvono 0 mettono fra parentesi quelle simboliche tradizionali che,

E cos1che nasce il'centro storico': mentre la citta si articola ormai in base alIa presenza do-

minante e centrale delle produttive e di scambio,

la memoria diventa museD e cessa cos1 di essere memoria,

perche la memoria ha senso quando e immaginativa,

se no diventa appunto una clinica in cui mettiamo i nostri ricordi

Abbiamo "ospedalizzato" la nostra memoria,

cos1come Ie nostre citta storiche,

LA CITTA- TERRITORIO (0 LA POST-METROPOLI)

ggi siamo in una fase successiva

Mentre nelle metropoli queste presenze ancora articolavano 10 spazio,

fondavano delle metriche ben riconoscibili nella dialettica centro-periferia,

erano i criteri dominanti delIa urbanistica c1assica dell' '800

oggi questa possibilita e completamente saltata

La citta-territorio impedisce ogni forma di programmazione di questo genere

Si e ormai in presenza di uno spazio indefinito,

in cui accadono degli eventi sulla base di logiche che non corrispondono pili ad a1cun disegno unitario d'insieme

E questi eventi in quanto tali si modificano con una rapidita incredibile: la fabbrica non era certo la cattedrale,

non aveva la stabilita dei vecchi centri delIa forma urbis,

ma una certa stabilita l'aveva

Adesso la rapidita delle trasformazioni impedisce che nel giro di una generazione si conservinG memorie del passato

Cia comporta che ormai siamo in una situazione in cui casa

dimora e non-dimora sono due facce delIa stessa medaglia

Questo processo,

pur avendo nell'Occidente il suo centro propulsore,

raggiunge ormai tutti i continenti

Nel 1950 Ie citta al mondo con pili di un milione di abitanti erano 83,

e di queste 50 erano nei paesi industrializzati

Oggi Ie citta con pili di un milione di abitanti sono 300e la gran parte e nei paesi poveri

Nel 2015 avremo 33 citta sopra i 20 milioni di abitanti e 27 di queste saranno nei paesi poveri

Fatte come

? Estrapolando dalla situazione attuale,sarebbe anche troppo facile prevederlo: vastissime aree architettonicamente indifferenziate rigurgitanti di funzioni di rappresentanza,finan ziarie,direzionali,con accatastate intorno aree periferiche residenziali," ghettizzate" Ie une rispetto aIle altre,aree commerciali di massa," avanzi" di produzione manifatturiera

II tutto collegato da "eventi" occasionali,al di fuori di ogni logica urbanistica e amministrativa

Le "case" per la grande massa saranno quelle del mini-appartamento standardizzato

Come recitava una pubblicita in Senegal:" comprate Ie nostre case COS1 piccole,

perche ci potrete stare con moglie e figlio,

e potrete finalmente rifiutare di ospitare i parenti quando vengono dalle campagne"

Queste periferie per

il ceto medio-basso-burocratico,

ceto che rap presenta una delle patologie pili inaudite dei paesi sottosviluppati (in Africa Ie burocrazie pubbliche impiegano dieci volte pili persone di quanto non erano impiegate nel periodo coloniale),

sono la conseguenza del processo di mega-urbanizzazione di quelle zone,

perche hanno distrutto risorse e culture locali e moltiplicato Ie rendite

Questo e il piano di questi territori: da una parte centri direzionali,

con tempi di degrado di pochi anni

Altro modello e l'unica citta,

dove lungo la costa non c'e soluzione di continuita dal nord fino a Hiroshima

U la citta coincide con tutto il territorio

Non vi e alcun dubbio che il territorio dove abitiamo costituisca una sfida radicale a tutte Ie forme tradizionali delIa vita comunitaria

Lo sradicamento che produce e reale

Tutte Ie forme terranee tendono a disciogliersi nella rete delle relazioni temporali (vedi pili oltre)

Ma per questo e necessario che 10 spazio assuma appunto I'aspetto di una forma a priori,

equivalente e omogeneo in ogni suo punto,

e cioe che scompaia la dimensione delluogo,

la possibilita di definire luoghi all'inter-

e possibile vivere senza luogo

? E possibile abitare dove non si danno luoghi

? L'abitare non ha luogo la dove si dorme e qualche volta si mangia,

dove si guarda la televisione e si gioca col computer domestico

illuogo dell'abitare non e l'alloggio

Soltanto una citta puo essere abitata

ma non e possibile abitare la citta,

se essa non si dispone per l'abitare,

IIluogo e dove sostiamo: e pausa

Non si da musica senza silenzio

II territorio post-metropolitano ignora il silenzio

di 'raccoglierci' nell'abitare

Appunto,

Le distanze sono il suo nemico

Ogni luogo al suo interno sembra destinato ad accartocciarsi,

a perdere di intensita fino a trasformarsi in null'altro che in un passaggio,

un momenta delIa 'mobilitazione' universale

Sei in una citta che e casa e non e casa,

che vivi come una contraddizione

Quali Ie conseguenze

? Affrontare il problema con l'idea di restaurare luoghi,

nel senso tradizionale del termine,

e un modo regressivo e reazionario

Oppure si puo applaudire al processo in corso e dire «che bello

!» alIa sua dinamica,

al movimento di dissoluzione dei luoghi prepotentemente in atto

"Ormai viviamo nell'anti-spazio

i nostri insediamenti si muovono tutti nel cyber-spazio

dobbiamo immaginare Ie nostre case come dei sensori" (sono Ie parole dell'architetto americano Mitchell nel suo libro La citta dei bytes)

ma questa futurismo informatico e l'altra faccia dell'atteggiamento conservatore reazionario,

che vagheggia la restaurazione dell' agora e delIa polis

Mettere in forma siffatta contraddizione in modo da poterla vivere e comprenderla,

e non soltanto patirla e subirla,

Un problema teorico che va affrontato

Continuando noi ad essere dei luoghi,

come possiamo non volere dei luoghi

i luoghi desiderabili non possono pili essere quelli delIa polis e neanche pili quelli delIa metropoli industriale

Devono essere luoghi nei quali i caratteri delIa mobilitazione universale possano essere rappresentati

Ma perche abbiamo bisogno di luoghi

? Per qualcosa che attiene alIa nostra stessa dimensione fisi-

Intendo riferirmi alIa physis nel senso piu proprio (fisica viene da physis,

E mai concepibile uno spazio-senza-luogo se e vero,

che 'resiste' quelluogo assolutamente primo che e il nostro corpo

? Come risolvere questo luogo nel continuum temporale

? o come ridurlo a funzione meramente dipendente dal suo dispiegarsi

come potremmo non ricercare luoghi

? La filosofia del territorio post-metropolitano sembra esigere la nostra metamorfosi in pure anime,

la nostra anima e forse davvero a-aikas,

? E il noma de stesso non ha comunque a che fare con illuogo

E che cosa rappresentavano i suoi grandi tappeti,

che 10 seguiva dovunque e in cui essenzialmente abitava

? Puo essere che si giunga ad un punto

Allora,

il problema delIa sua specifica ragione,

e dunque delluogo e dell'abitare,

Ma quell'uomo sara davvero

oltre-uomo in tutto e per tutto

? Possiamo immaginarlo in 'trasmissione' perenne,

? Sara perennemente insonne e peregrinante,

come Ie anime in volo intorno al Poeta nel Paradiso,

? In stazioni di 'ricaricamento'

? Poiche e evidente che quest'uomo non potra mai riconoscere come propri i luoghi degli antichi spazi urbani e neppure quelli delle antiche metropoli

problema con cui si misurano tutti coloro che,

con consapevolezza critica e filosofica,

affrontano la prospettiva del territorio post-metropolitano,

sotto i diversi profili amministrativi,

Nessuna reazionaria nostalgia per la 'ben fondata' terra dell'Urbs

nessuna nostalgica volonta di restaurare-recuperare i luoghi dell'antica citta: cio potrebbe dar luogo solo a vernacoli 'localistici',

un'arte regionale ormai vuota,

nessuna ideologia dell"infuturarsi'

! Una simile tendenza fa dell' architettura un puro gioco formale,

Ie fa perdere ogni potenza costruttiva,

Che fare,

Nello spazio metropolitano sussisteva ancara una precisa gerarchia tra edifici 0 'contenitari' che svolgevano la funzione di carpi di riferimento

Sull' 'orologio' di questi corpi si scandiva la metrica dell'insieme

L'urbanistica contemporanea si e sempre pili 0 meno mossa sull' arientamento che essi garantivano,

cercando di razionalizzare l'uso dello spazio sulla laro base

Ogni corpo-edificio di riferimento e chiamato a svolgere un compito definito,

ha qualita e proprieta specifiche

Sotto questo profilo 10 spazio metropolitano non differisce essenzialmente da quello urbano

slanciandosi lunge Ie direttrici del suo movimento

Queste sono Ie contraddizioni che obbligano ad andare oltre la metropoli

Da un lato,

l'essenza di questa consiste nell'irradiarsi in uno spazio come pura forma a priori

questa suo irradiarsi viene costantemente contraddetto dalla 'gravita' dei corpi di riferimento che la occupano

Per essere all' altezza di questo compito urbanistico bisogna affrontare,

un problema filosofico fondamentale: e possibile I'eliminazione dello spazio fintanto che siamo corpi

? Chiediamo al mondo esterno di dissolversi in virtu ale,

mentre continuiamo ad essere il luogo

qualche migliaia di miliardi di molecole che ci compongono aventi una certa forma spaziale

Come possiamo far convivere illuogo che siamo con I'eliminazione esterna di ogni luogo

Si potrebbe fare delIa fantascienza intelligente alIa Philip K

Dick: una volta che riuscissi a trasmettermi come un fax 0 come una e-mail,

Se potessimo trattare il nostro carpo come un'informazione tra Ie altre,

dal momenta che siamo ormai padroni delle infarmazioni,

delIa loro manipolazione e trasmissione

Ma non e quello che sta avvenendo

? La scienza medica non sta trattando il carpo come un insieme di infarmazioni

? Molti parlano di biopolitica,

di una trattamento delIa vita sulla base di prospettive e apparati tecnico-politici

E questo,

lungi dalI'essere fantascienza,

e gia realta (la fantascienza seria ha sempre realisticamente trattato di idee-limite e regolative)

questa prospettiva e nei fatti: tecnicamente e politicamente il nostro corpo e gia trattato come un complesso di informazioni

Dobbiamo affrontare questa paradosso filosofico ed estetico

L'energia che sprigiona il territorio post-metropolitano e essenzialmente de-territorializzante,

Certo e possibile affermare

che questa processo era gia iniziato con la metropoli moderna,

ma soltanto oggi tende ad esprimersi nella sua compiutezza

Ogni metric a spaziale e avvertita come un ostacolo da oltrepassare

L'idea regolativa e sempre pili quella di una 'angelopoli' assolutamente sradicata

Questa e anche l'idea regolativa,

il superamento del vincolo spaziale non rappresenta che il primo passo verso il superamento anche di quello temp orale,

cioe,la possibilita di una forma della comunicazione davvero compiutamente angelica (infatti,

gli angeli s'intendono reciprocamente senza mediazione alcuna,

nella immediatezza del semplice pensare)

Una tale forma di comunicazione rende 10 spazio perfettamente indifferente e omogeneo

Esso non presenta pili alcuna 'densita' particolare,

E naturalmente l'effetto di questa sua eliminazione consistera nella perfetta trasparenza e affidabilita delle informazioni

Infatti,

se esse non incontrano pili alcun ostacolo,

se non debbono pili venire 'trasportate',

non subiranno pili fraintendimenti 0 equivoci

Il mito 0 l'ideologia della perfetta de-territorializzazione si accompagna a quello di una forma im-mediata di comunicazione,

del fra-intendersi nell'intendersi

! Si vendica in due modi: anzitutto nel senso che non ci muoviamo pili nelle citta,

ogni giorno siamo costretti a scoprire che siamo ancora dei corpi,

e ci muoviamo con mezzi che sono ancora dei corpi che non possono compenetrarsi: Ie illusioni che con Ie tecnologie informatiche Ie nostre esigenze di movimento fisico verrebbero ridotte si stanno sostanzialmente rivelando pura ideologia,

perche pili eresee la velocita d'informazione,

il desiderio di movimento fisico e di ubiquita)

Lo spazio si vendica,

Ma si vendica anche per un altro verso: Ie architetture che si fanno dappertutto contrastano radicalmente quest'ansia di movimento e di "spiritualizzazione" risultando spesso di una grevita monumentale unica

Si costruiscono corpi rigidis simi,ingombranti,momovalenti

L'architettura ha un anelito,

per la simbolicita dell'edificio (a Berlino e possibile vedere,

al di la della qualita specifica dei singoli contenitori,

il trionfo dell' enfasi e della monumentalita,

come si fosse voluta la nuova Acropoli o"imitare" il Senato americano)

Illinguaggio architettonico,

della qualita di questa 0 quell'architetto,

quando interviene su scala urbana,

Semmai sono i grandi maestri del Moderno che avevano pensato degli edifici davvero trasparenti,

Ma cia avviene per una ragione essenziale:l' esigenza di presenze forti,

nel territorio post-metropolitano e indice di un'esigenza psicologica insuperabile,

che tuttavia fa a pugni con quella della ubiquita

Questo problema e stato affrontato,

ma Ie risposte continuano ad apparire inadeguate

L'esistenza post-metropolitana continua ad essere 'congelata' in spazi chiusi

Ai contenitori tradizionali se ne aggiungono altri,

I contenitori si dispongono secondo ordini e motivazioni diverse rispetto a quelle che ancora presiedevano l'organizzazione metropolitana,

Aumenta l'occasionalita,

l'apparente arbitrio della loro collocazione,

ma la loro qualita e sempre quella: ognuno ha proprieta relativamente fisse,

Continua ad essere

poiche nell'indifferenza del territorio e ormai pressoche impossibile emergere davvero)

Si moltiplica,

pili risalta la sua poverta simbolica

La persistenza di questi spazi chiusi,

la resistenza che questi 'corpi' esercitano contro il dispiegarsi della vita post--metropolitana,

e sempre pili chiaramente intollerabile

Spazio chiuso,

non e soltanto l'edificio definito in base a una funzione,

il quartiere 'residenziale' e basta

spazi chiusi sono i parchi divertimento,

dove il divertimento stesso viene 'cronicizzato',

come la malattia negli ospedali,

l'istruzione nelle scuole 0 nei campus,

la cultura nei musei e nei teatri

II fenomeno e particolarmente evidente nell'evoluzione della citta americana,

Di fronte all'intensificazione,

di questa vita nervosa e nell'impossibilita di trovare luoghi nello spazio-tempo del territorio,

chi puo vive per una parte della sua giornata in questa mobilitazione universale e poi fugge in quelle che i sociologi americani chiamano Ie gated communities (comunita chiuse)

Ci si chiu-

appena il livello di reddito 10 permette,

Quanto pili fisiologicamente in-secura e la vita nella citta-territorio,tanto pili si cerca il sine-cura impossibile delIa" dimora"

In Italia siama solo agli inizi,

ci sana ancora pochi esempi di questa fenomeno,

I ricchi hanna abbandonato Manhattan,

vanna nel paesetto del New Jersey e passano come in un fortin a la serata alIa TV,e il giorno dopa si reimmettono nel traffico metropolitano: questa e la loro vita

Questa bisogno di comunita chiuse probabilmente risponde ad un' esigenza profonda delIa nostra psiche,

perche non e facile vivere nella mobilitazione universale,

vivere in una metric a semplicemente temporale

Ma la contraddizione e evidente: se 10 spazio chiuso dice,

per l'altro dice bisogna di privacy: sia quanta a stile dl vita sia quanta a concezione e pratica del diritto

Come facciamo a parlare di citta,

cercando di dare a questa termine una valenza comunitaria,

se la citta e regolata da forme di diritto privata

allora e solo un insieme di persone che intrecciano relazioni sulla base del reciproco interesse,

come delle aziende che si relazionano attraverso i contratti commerciali

E che la teoria del diritto pubblico si vada riducendo a forma contrattuale ,e ormai processo inevitabile

Pero e un bel problema,

perche allora la nostra non e una p6lis a una civitas,

come diceva Platone,si riduce a una semplice sinoichia,

Siamo delle persone indifferenti Ie une aIle altre,

regoliamo i nostri rapporti sulla base del diritto privata

Ma se e cOSInoi ci "muoviamo" in qualcosa che ci ostiniamo a chiamare citta,ma "sostiamo",

Siamo a questa punta

? Qualcuno dice che l'indifferenza del condominia e il minor male,

perche laddove ci sana legami forti,

simbolici,abbiamo sempre finito col farci la guerra,

mentre nel condominia al massimo si fanno baruffe

Nella radice del condominia c'e solo la pluralita,

mentre in quella delIa citta c'e probabilmente anche polemos,

Insomma,

Ie guerre civili sana pili frequenti nelle citta che nei condomini E questa potrebbe anche far ben sperare

fIChe cosa abitiamo noi oggi

?" si chiedono i teorici pili avveduti

Abitiamo citta

Dove finisce una citta e ne comincia un'altra

? I confini sono puramente amministrativi e artificiali,

non hanno alcun senso ne geografico,

Abitiamo territori indefiniti,

e Ie funzioni vi si distribuiscono alI'interno,

al di la di ogni logica programmatoria,

si localizzano a seconda di interessi speculativi,

ma non secondo un disegno urbanistico,

anche nei grandi maestri delI'urbanistica,

derivava proprio dal fatto che si poteva ragionare sulla base di quelle fondamentali funzioni

Pili che scomparse,

quelle funzioni si sono diffuse e disseminate: la de-industrializzazione,

la fine di quelle presenze produttive colloro carattere massiccio,

ha prodotto non la scomparsa delIa produzionemail fatto che essa non sia pili concentrata in alcuni spazi,

Anche Ie funzioni di scambio sono dappertutto

polarita esistono ancora in questo 'spazio'

esistono ancora attivita che possiamo definire 'centrali',

e che orientano intorno a se Ie forme

Ma sempre pili queste polarita possono organizzarsi ovunque

Gli eventi prodotti dalle decisioni di investimento produttivo,

possono localizzarsi ormai senza tener conto degli assi tradizionali di espansione delIa citta

I ruoli di centro e di periferia possono scambiarsi incessantemente

e questi scambi avvengono occasionalmente,

che rifiutano ogni 'griglia' precostituita di funzioni

II territorio continua a 'specializzarsi',

ma al di fuori di ogni progetto complessivo

E davvero la morte di tutte Ie 'codificazioni' del Movimento Moderno,

del suo pensare la citta come aggregazione successiva di elementi,

alIa citta intera come 'contenitore di contenitori'

E la morte di ogni astratta tipologia

Che significa questo

? E necessariamente la fine di ogni 'forma' comunitaria,

? E uno scatenamento degli "spiriti animali" del sistema,

oppure proprio esso fa segno ad un intelletto generale capace di 'riprendere terreno' in forme diverse dal passato,

metropolitano e la negazione di ogni possibilita di luogo oppure potranno 'inventarsi' luoghi propri del tempo in cui la loro vitalita sembra essersi negata

non vi e pili citta Non abitiamo pili citta,

ma territori (verrebbe da usare un'etimologia sbagliata

La possibilita stessa di fissare confini alIa citta appare oggi inconcepibile,

si e ridotta ad un affare puramente tecnico-amministrativo

Chiamiamo citta questa' area' per ragioni assolutamente occasionali

I suoi confini non sana che un mero artificio

II territorio post-metropolitano e una geografia di eventi,

una messa in pratica di connessioni,

che attraversano paesaggi ibridi

II 'limite' delIa spazio post-metropolitano non e data che dal'confine' cui e giunta la rete delle comunicazioni

man mana che la rete si dirada possiamo dire di 'uscire' dalla post-metropoli,

ma e evidente che si tratta di un 'confine' sui generis: esiste soltanto per essere superato

Esso e in perenne crisi

In questa sensa si puo dire,

che viviamo in un territorio de-territorializzato

Abitiamo dei territori la cui metrica non e pili spaziale

non c'e pili alcuna possibilita di de-

i percorsi di diffusione a di 'deliria' secondo assi spaziali precisi (qui il centro,

Ii la periferia)

II madelIa d'irradiazione dal centro,

prevedeva che a mana a mana che si usciva dal centro,

lungo vie ben definite,quasi antichi canali,

incontravi Ie funzioni residenziali,

Queste logiche,

tipiche della sistemazione urbana e metropolitana,

Le stesse funzioni si possono ritrovare dappertutto,

specie se si accentua il grande problema del riuso dei vecchi spazi industriali

si possono allora trovare funzioni ricchissime e centraIi nell'antica periferia (vedi il caso della Pirelli a Milano,

Ogni metrica tradizionale e completamente saltata

Non c'e nessun disegno urbanistico in base al quale si fa la Scala a Sesto San Giovanni

occasionalmente Ii si e determinato un vuoto che andava coperto,

ed e sorta I'occasione per farIo

in futuro potra essere coperto can un supermercato,

Non si sa,

non e predittibile cosa accadra per coprire quel vuoto

La sviluppo della citta da metropoli a territorio non e dun que programmabile: questa e il dramma di tutti gli architetti e gli urbanisti

La difficolta

non dipende dalla loro incapacita 0 dalla volonta politica degli amministratori,

dipende dall'impossibilita di programmare

Anche perche travalica ogni confine amministrativo

i confini amministrativi sono tutti fittizi,

e cia rende ancora pili impossibile una seria programmazione perche non e in nessun modo dato di sapere-calcolare dove,per esempio,

finiscano i confini di Firenze e dove inizia Scandicci

La perdita di 'valore simbolico' delIa citta cresce proporzionalmente

ad un processo che non presenta alcuna dimensione 'organica'

E davvero la metropoli dell'intelletto astratto,

domina to soltanto dal 'fine' delIa produzione e dello scambio di merci

E assolutamente 'naturale' che il 'cervello' di un tale sistema consideri ogni elemento spaziale come un ostacolo,